Riflessioni sulla condizione giovanile, lettera di Andrea Manciulli
Care Cari,
dopo alcuni incontri e iniziative che in questi giorni hanno avuto a tema la scuola, la formazione, i giovani e la loro condizione a tutto tondo, sento di trasmettervi delle riflessioni su un ambito per il quale servirà tutto il nostro impegno e una forte determinazione, per attuare politiche volte a mettere in circolo quelle potenzialità e far partire quel motore di una ripresa per l’intero Paese che i giovani possono rappresentare.
Coesione sociale e sviluppo stanno insieme: per questo dobbiamo stare attenti al crescere delle nuove disuguaglianze, agli effetti di questa crisi, che colpisce soprattutto una generazione, quella di coloro che hanno tra 25 e 45 anni. Per porre un freno a questa tendenza non si possono più pensare scisse le politiche per la famiglia da quelle per l'infanzia e per la scuola: dobbiamo rifondare il nostro stato sociale affiancando al paradigma previdenza/occupazione/sanità quello casa/assistenza alle famiglie/scuola. Per rilanciare l'Italia bisogna lanciare delle politiche attive sulla casa, per la famiglia e per la scuola: è veramente folle che un Paese indebolisca la scuola, perché ne va del futuro di tutti.
Il problema è ampio e bisogna avere presente la molteplicità dei fattori in campo: tra i punti critici nel processo di crescita e emancipazione delle giovani generazioni oggi ci sono il superamento della precarietà del lavoro, avere una casa dove vivere in autonomia la propria vita e il compimento di un percorso formativo di qualità. La formazione di qualità e la ricerca sono leve con cui possiamo rilanciare l'economia. In Toscana abbiamo centri di eccellenza che possono portarci davvero in alto.
Perché la Toscana vada avanti tutta, come dice lo slogan del nostro candidato Presidente Enrico Rossi, occorre che tutta la Toscana, nel suo insieme e in tutti i campi, proceda spedita per superare la crisi: e per guardare al futuro dobbiamo avere la coscienza che la formazione è un punto su cui investire, a differenza di un Governo che non crede nei giovani e non investe su di essi.
Bisogna pensare ai giovani non più come a semplici “assistiti” ma come ai veri protagonisti del loro e nostro domani. Come ben spiegato nel programma elettorale nostro e di Enrico Rossi, occorre rivedere complessivamente le politiche di sostegno pubblico alle nuove generazioni, introducendo elementi meritocratici nei criteri di assegnazione degli aiuti regionali, e integrandoli con le misure fiscali di livello nazionale.
La Regione Toscana costruirà un Piano Integrato Giovani, cercando una risposta alle loro esigenze in una visione complessiva: oltre all’istruzione e alla formazione, guarderà alle politiche per la famiglia e di welfare, ed alla creazione di condizioni per intraprendere liberamente una attività lavorativa soddisfacente, legata alle inclinazioni personali ed inserita nella società toscana nel suo insieme.
Al primo posto quindi la costruzione di un nuovo segmento di welfare rivolto in modo specifico e straordinario alle nuove generazioni di toscani, fatto di formazione, casa e opportunità di lavoro sicuro. Misure concrete che provo qui ad accennare.
Investire 200 milioni di euro sui giovani dai 18 ai 35 anni suddivisi tra: contributi per chi si diploma e si laurea nei tempi e con il massimo dei voti; contributi in base al reddito per giovani e giovani coppie per l’affitto; istituzione del prestito d’onore per sostenere studenti e professionisti meritevoli da restituire entro 10 anni dall’inizio dell’attività lavorativa; fondo per lavoratori precari per investire in formazione.
Sostenere le famiglie mediante un piano straordinario di costruzione degli asili nido, agevolazioni economiche o fiscali nell’età scolastica alle famiglie con più di due figli, sostegno economico e con servizi alle famiglie che scelgono di assistere a domicilio i propri anziani, mantenendo anche l’impegno regionale a supporto della non autosufficienza e della vita indipendente.
Riorientare l’edilizia pubblica residenziale al recupero del patrimonio esistente con progetti sperimentali di social housing, costruzioni di eco-bioedilizia, garanzie sui programmi di manutenzione, maturazione del sistema di governance sulle funzioni di regolazione (Ato unico regionale con presidi provinciali), valutando anche l’ipotesi di un’unica agenzia per la casa o di assetti giuridici in forma di società di capitali pubbliche.
Queste proposte, contenute nel nostro programma, sono gli impegni che ci assumiamo per riannodare un patto fra generazioni che insieme possono andare avanti: non è nostra l’idea dello scontro generazionale dove i giovani e gli anziani sono contrapposti nel ricercare e ottenere condizioni migliori per affrontare la crisi e assicurarsi la stabilità della vita. Noi siamo convinti che tutto passa da una moderna visione d’insieme e che agire ed impegnarsi in questo senso è la strada per portare avanti tutta la società.
Andrea Manciulli. segretario Partito Democratico Unione Regionale Toscana









