Fare sistema, è questa la svolta
L’intervento di Marco Mantovani mi ha dato lo spunto per entrare nella discussione aperta con la pubblicazione e presentazione del libro del Sindaco Bosi. Ritengo che il passaggio di Marco Mantovani quando afferma che all’Elba “serve un piano unitario e condiviso ma come si può fare o anche solo pensarlo in una situazione di frammentazione politica come quella attuale, oggi l’Elba esiste solo nella cartina geografica e nel cuore di tutti noi, ma a livello politico non è rappresentata da nessuna istituzione” sia il vero “nocciolo” della questione Elba.
Il libro del sindaco Bosi è comunque qualcosa di positivo in quanto cerca di stimolare gli Elbani a ricercare un risveglio, una presa di coscienza e soprattutto a prendersi delle responsabilità. Alcune considerazioni al suo interno sono pienamente condivisibili. Il punto di debolezza del testo è la mancanza di un’idea unitaria di politica e di amministrazione di un’isola come la nostra
Sopratutto quando si parla di urbanistica ormai non possiamo più prescindere da una pianificazione territoriale unitaria almeno per quanto riguarda i piani strutturali (a parer mio servirebbe anche un unico regolamento urbanistico)
Ma davvero siamo sempre convinti di risolvere problemi infrastrutturali enormi (e ormai vecchi) come l’ approvigionamento idrico, i rifiuti, la depurazione, le strade, il sistema della nautica e della portualità, dei trasporti...fino ad arrivare ad un piano turistico e alberghiero , al di fuori di una pianificazione unitaria e comprensoriale?! Per non parlare di sanità, scuola e altro!
Oggi un territorio è ricco e può pensare ad un suo sviluppo se crea prima di tutto le infrastrutture e i servizi fondamentali, soprattutto in un area che ne ha più bisogno di altri in quanto isola.
Ma come possiamo pensare che ancora oggi i singoli Comuni possano pensare di pianificare (ognuno nel proprio “orticello”) nuove edificazioni (come seconde o terze case), strutture alberghiere o campeggi, zone artigianali o industriali, porti, depuratori o impianti di smaltimento rifiuti , oppure impianti per la produzione di Energie alternative o rinnovabili (di cui ce ne sarebbe tanto bisogno).
Oggi all’Elba ci sono Comuni che a livello urbanistico sono bloccati da circa 4-5 anni (in regime di salvaguardia) perchè non sono riusciti a fare un piano strutturale e un regolamento urbanistico in 15 anni (la legge Regionale è del 1995 e obbligava i comuni a dotarsi di tali strumenti entro il 2000!), altro che porti o infrastrutture quando ci sono sempre piani di fabbricazione vigenti che risalgono agli anni '70.
Negli anni 2000-2003 sono stati redatti piani strutturali da singole amministrazioni poi regolarmente “cestinati” (almeno 5) in quanto non compatibili con i piani provinciali e regionali sovracomunali e soprattutto non sostenibili per mancanza di risorse sul territorio (aqua, energia, depuratori, strade) con uno sperpero infinito di denaro pubblico, e questo è successo non per colpa dei progettisti o della Regione.
Oggi purtroppo ad occidente si pensa sempre che il parco minerario e l'immenso patrimonio minerario e mineralogico esistente sia un problema del comune di Rio marina o di quello di Capoliveri...come ad oriente pensano che l' Aereoporto sia un problema del comune di Campo nell'Elba..
A Marciana Marina il primo progetto di porto turistico risale al 1978, a dicembre 2009 la nuova amministrazione ha “riavviato il procedimento” per il nuovo piano regolatore portuale (questi sono i tempi per la realizzazione delle nostre essenziali infrastrutture all’Elba).
Non è vero assolutamente che in Regione "ce l'hanno con l'Elba", aspettano da anni, anche loro, che gli si porti un idea di sviluppo urbanistico e infrastrutturale unitaria (e sostenibile) per la nostra isola.
Mi fa piacere sentire gli amici di Confcommercio parlare di Riqualificazioni del territorio, fondazioni, “Elba-deal” o “feed-back”, ma mi chiedo a quali amministratori locali si rivolgono a quelli di Rio Elba, a quelli di Marciana, oppure al nuovo Commissario Prefettizio dell’Unione dei Comuni? O forse pensano di mettere a tavolino tutti i sindaci per trovare un accordo sulle iniziative?
Segnali di comprensorialità positivi come il tavolo tecnico per il piano strutturale Unico (partito circa 4 anni fa) o la nascita dell’ Unione dei Comuni non producono niente soprattutto perché hanno aderito alle due iniziative solo 5 comuni su 8. Questa oggi è l’Elba. L’importante per “l’amor di fazione” è rimanere sempre e comunque divisi.
So che è un passaggio culturale grande ed importante (e per questo mi rivolgo sopratutto ai giovani) ma l'Elba ha bisogno di essere governata e amministrata unitariamente se no “non va da nessuna parte”.
Facciamola finita di girare intorno ai problemi, oggi abbiamo il mondo, le economie, le società vanno avanti e noi siamo fermi, continuando a fare nei nostri “8 orticelli “ solo interventi di manutenzione “ordinaria e straordinaria“, all'interno di un territorio che avrebbe bisogno invece di sostanziali interventi di “ristrutturazione“ (la manutenzione potrebbero continuare a farla tranquillamente anche 8 o 10 Municipi).
Bisogna decidere tutti insieme di amministrare questo territorio (e questo lo dico in maniera trasversale, da Elbano e senza francobolli politici) una volta per tutte e non per ridurre i costi della politica (che comunque verrebbero ridotti), ma per creare un'unica classe dirigente competente che produca idee, faccia progetti seri e sostenibili, trovi le risorse e riesca finalmente a realizzarli.









