Tutti alla manifestazione del 19 giugno. Lettera di Andrea Manciulli
Carissimi,
abbiamo sentito da Berlusconi, Tremonti e da tutti gli esponenti del Governo tante parole sulla "necessità" della manovra finanziaria. Peccato che fino ad oggi il nostro Paese sia stato costretto a subire le conseguenze di un governo che da sempre ha negato la crisi, tacciando oltretutto di solo pessimismo chiunque lanciava l'allarme della situazione economica che stiamo vivendo. Chi sorregge il carico di questi nuovi sacrifici? Quella che si prospetta è una manovra iniqua, culmine dell'idea politica di fondo della destra: quella che la coesione sociale vada messa in discussione, innanzitutto tagliando le risorse agli enti locali e alle regioni, anziché intervenire sulla rendita. In questo modo il Governo priva dei servizi essenziali i cittadini. E non lo fa direttamente, ma tagliando le risorse a Comuni, Province e Regioni e costringendo così gli amministratori, loro malgrado, a tagliare sui servizi locali, quelli più vicini alle esigenze quotidiane dei cittadini. È la scelta di indebolire un meccanismo di coesione sociale che si dovrebbe reggere sulla condivisione del governo con tutte le istituzioni. Senza un ravvedimento, sono a rischio il tempo pieno per tutti, l'istruzione di qualità, l'assistenza sociale garantita agli anziani, la sanità aperta a ciascuno, i trasporti per i pendolari.
Vogliono farci credere che i tagli servano ad eliminare le spese inutili. E invece sono tagli con cui si troveranno a fare i conti le persone più deboli, quelle che pongono un'elevata domanda sociale, ma anche e soprattutto le famiglie comuni: chi ha un figlio all'asilo o a scuola, chi si muove con i mezzi pubblici, chi ha un anziano in casa...
I nostri amministratori stanno gridando, in tutte le forme possibili, il loro no ad una manovra che li costringerà a privare i propri cittadini di servizi indispensabili. Non dobbiamo lasciarli soli, dobbiamo stare al loro fianco, perché i tagli di questa volta sono l'ultima tappa di una serie che dura da anni: non si tratta di un sacrificio una tantum.
Non può passare sotto silenzio una situazione simile. Per questo Bersani ha lanciato sabato prossimo a Roma la manifestazione contro la manovra, per mantenere alto il livello della protesta di fronte a questo sfascio sociale. Andare lì in tanti è importante ed è uno sforzo che chiediamo a tutti. La Toscana ci sarà. Abbiamo la responsabilità di spiegare fino in fondo che quello che stanno facendo inciderà davvero sulla vita di tutti gli italiani.
Andrea Manciulli, segratario PD Unione Regionale Toscana









